Roma, incendio alla Centrale del Latte: la Polizia indaga, stop alla produzione

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Tra le cause non si escludono dolo e ritardo nella richiesta di soccorsi. Preoccupati gli abitanti di Casal Monastero.

ROMA (7 agosto) – L’imponente incendio che ieri ha distrutto uno dei capannoni della Centrale del Latte di Roma a Casal Monastero ed invaso tutti i settori della fabbrica di denso fumo nero, sprigionato dalle casse di plastica bruciate, ha bloccato la produzione dello stabilimento.

Stop produzione. La Parmalat ha fatto sapere che il latte laziale sarà però lavorato in altri stabilimenti dell’azienda, i più vicini sono quelli in provincia di Caserta e Parma, per garantire lo stesso la fornitura. «L’obiettivo – affermano dalla Parmalat – è ridurre al minimo il disagio per i consumatori, ai quali vogliamo garantire il reperimento del latte a marchio Centrale del Latte di Roma, la cui materia prima di origine continuerà ad essere laziale, negli abituali punti di vendita. Vogliamo anche rassicurare i nostri allevatori sul fatto che provvederemo, come sempre, al ritiro della materia prima».

Indagini sulle cause. Per ora le cause rimangono imprecisate, ma tra le ipotesi investigative non si esclude il dolo o un ritardo nella richiesta di soccorso da parte della vigilanza interna. «La polizia scientifica sta indagando ed anche se non sono stati trovati inneschi, cosa difficile in un incendio di così grandi dimensioni e con la presenza di tanto legno e plastica, è ovvio che non si possa escludere il dolo – ha spiegato il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Roma Massimo Gaddini – anche se tra le ipotesi ci potrebbe essere anche un ritardo nella richiesta di soccorsi». Sono stati, infatti, trovati molti idranti utilizzati dalla vigilanza interna. «Dalla chiamata al nostro arrivo – ha aggiunto il comandante – sono trascorsi soltanto sei minuti, ma al nostro arrivo l’incendio era già molto diffuso».

Alle operazioni hanno partecipato 35 vigili del fuoco e uomini della Protezione civile che hanno lavorato dalle 19.45 fino stamani alle 11.30. «Il nostro obiettivo era evitare che le fiamme arrivassero – ha aggiunto Gaddini – dove c’era la presenza di ammoniaca ed acido cloridrico e ci siamo riusciti. Le fiamme hanno interessato un’area di 2.700 metri quadrati, quella relativa agli imballaggi, mentre la parte della produzione è stata invasa dal denso fumo».

Preoccupazione a Casal Monastero. E’ stata espressa da allevatori e residenti di Casal Monastero. «È necessario fare chiarezza al più presto – afferma il presidente di Confagricoltura Roma Massimiliano Giansanti – sulla natura dell’incendio che rischia di causare enormi danni alle aziende zootecniche romane». Per il presidente del Comitato di quartiere Casal Monastero Alessandro Zaghini, «non è la prima volta che nello stabilimento avviene un incendio. Da anni chiediamo più controlli perchè la Centrale del latte oltre ai rumori e agli odori sgradevoli che diffonde nell’aria ospita al suo interno materiali potenzialmente pericolosi per la salute pubblica come soda e ammoniaca».

Dai bar della capitale corsa ai supermercati. Una corsa ai supermarket per continuare a lavorare normalmente e affrontare anche la giornata di domani quando i negozi di generi alimentari saranno chiusi. «Ci siamo dovuti arrangiare – ha detto una dipendente di un bar in Galleria Alberto Sordi – siamo stati avvisati questa mattina presto e siamo andati subito a rifornirci di latte sia da altri fornitori che dai market qui vicino. Per quanto ne sappia lunedì dovrebbe tornare tutto alla normalità». «Siamo stati colti alla sprovvista – ha raccontato la titolare di un bar in zona Nomentano – di solito la mattina quando apriamo c’è sempre il ragazzo che ci consegna il latte mentre oggi non si è visto nessuno. Un po’ di latte già lo avevamo ma siamo andati al supermercato qui vicino per comprarne altro, circa una ventina di litri, per affrontare la giornata di domani».

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