Casal Monastero, fetore nell’aria: “Stanchi di vivere con la puzza”

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Riportiamo l’articolo apparso oggi su EpolisRoma.it riguardante la problematica della Centrale del Latte.

La protesta. Petizione del comitato di quartiere, nel mirino il depuratore della Centrale del Latte.

Casal Monastero, fetore nell’aria: “Stanchi di vivere con la puzza” – L’azienda si difende:
“Siamo in regola con la certificazione di integrità ambientale”

di Paolo Anastasio

Aria irrespirabile a Casal Monastero, agglomerato urbano sulla Tiburtina, all’uscita 12 del GRA. Da luglio l’odore acre invade le strade e entra nelle case della gente, soprattutto di sera, fra le 20 e le 22. I residenti puntano il dito contro la mancata manutenzione degli impianti di depurazione della Centrale del Latte di Roma, che sta lì, in mezzo alle case, ma nega ogni responsabilità. Contro il fetore, parte oggi una petizione firmata da un migliaio di persone, che chiedono un intervento urgentissimo delle autorità per tornare a respirare.
«Non possiamo invitare gente a cena, perché c’è la casa che puzza di fogna e ci vergogniamo dell’odore ripugnante in cui siamo costretti a vivere». Il comitato di quartiere ha raccolto le firme, girando la petizione alle autorità competenti, in primis ASL RMB, Arpa Lazio e Nas, per verificare il corretto funzionamento degli impianti della Centrale del Latte, additati dai cittadini come la causa dei miasmi. Cittadini che, esasperati dall’odore nauseabondo che da quest’estate invade strade e abitazioni a chilometri di distanza, superando i confini di Casal Monastero portato dal vento fino ai quartieri limitrofi di Torraccia e Colle Verde (comune di Guidonia), non ne possono più. «Non ne possiamo più di questo odore nauseabondo – dice Alessandro Zaghini, presidente del comitato di quartiere Casal Monastero residente in via San Giovanni in Argentella, lungo il muro di cinta che separa le abitazioni dall’impianto della Centrale del Latte – già nel 2004 abbiamo fatto una denuncia alla Procura della Repubblica, che ha espresso una sentenza, condannando la Centrale del Latte ad un’ammenda, riconoscendo l’inquinamento acustico provocato dai macchinari e molestie alle persone per le emissioni maleodoranti dovute alle lavorazioni nell’impianto». C’è da dire che da allora le cose erano migliorate: la Centrale del Latte, che fa capo a Parmalat, ha provveduto ad effettuare interventi di copertura delle vasche e trattamento dei fumi dell’impianto di depurazione nello stabilimento nei primi mesi del 2005. Ma da luglio del 2008 la puzza è tornata. «La puzza è un danno grosso per noi – aggiungono i residenti – non possiamo portare i bambini al parco. A scuola i nostri figli li prendono in giro, con epiteti spiacevoli. Chiediamo alle autorità preposte di verificare la manutenzione dell’impianto di depurazione della Centrale del Latte, un monitoraggio delle esalazioni e della qualità dell’aria e la verifica del sistema delle acque e degli scarti di depurazione»
Dalla Centrale del Latte (gruppo Parmalat) fanno sapere che negli ultimi anni c’è stato un ingente investimento in filtri e tecnologie di depurazione e che non più tardi del mese di ottobre 2008 l’impianto di Casal Monastero ha ottenuto la certificazione integrata ambientale, un atto della Provincia che attesta la regolarità dei cicli di lavorazione sul fronte dell’inquinamento acustico e ambientale. A dicembre, infine, i rilevamenti congiunti di Arpa Lazio e Polizia Municipale non hanno riscontrato anomalie. In altre parole, la Centrale del Latte fa sapere di avere tutte le carte in regola, anche se gli stessi dipendenti della Centrale lamentano il cattivo odore. Precisando però che la puzza sarebbe originata da qualche altra fonte, forse dalle fogne occluse o da altri impianti di lavorazione presenti in zona. Ma i residenti sono sicuri che la fonte sia la Centrale del Latte: «Quell’odore è inconfondibile, ha il marchio di fabbrica».

A.S.S.C. Casal Monastero
il Direttivo

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